06/05/2009

BANDIERE BLU

Il primato 2009 delle spiagge spetta alla Toscana, a pari merito con le Marche e la Liguria

«Bandiere Blu» a 227 spiagge. Dodici in più dell'anno scorso

Nel Mediterraneo l'Italia si colloca al quinto posto in graduatoria dopo Spagna, Grecia, Turchia e Francia

portocesareo.jpg ROMA - Sono 227 le spiagge che quest'anno hanno ricevuto le Bandiere Blu 2009, 12 in più rispetto allo scorso anno e il 10% delle spiagge premiate a livello internazionale. Bandiera blu anche a 60 approdi turistici (erano stati 56 lo scorso anno). Quindi mare più pulito e amministrazioni maggiormente impegnate a difesa dell'ambiente: è un risultato positivo quello della 23esima edizione della «Bandiere Blu» assegnate dalla Foundation for Environmetal Education (Fee) in collaborazione con il Cobat (Consorzio nazionale batterie esauste) ai comuni rivieraschi ed agli approdi turistici. Quest'anno vengono premiati 113 comuni, 9 in più della precedente edizione.

QUINTO POSTO - A livello del Bacino del Mediterraneo, l'Italia si colloca al quinto posto in graduatoria, dopo Spagna, Grecia, Turchia e Francia. I 113 Comuni italiani sono rappresentativi di 227 spiagge, che sono circa il 10% delle spiagge premiate a livello internazionale. Il primato 2009 delle spiagge spetta alla Toscana, a pari merito con le Marche e la Liguria con 16 bandiere; stabile l'Abruzzo con 13. Una in più per la Campania, dove quasi tutte le località candidate sono riuscite a raggiungere l'obiettivo, portando così questa Regione a quota 12. L'Emilia Romagna ne conferma 8, la Puglia arriva a 7 vessilli (+2), il Veneto sale a 6 (+1). Sicilia, Calabria e Lazio ne hanno acquistata una raggiungendo quota 4; il Friuli Venezia Giulia riconferma le 2 dell'anno scorso come la Sardegna. Il Molise infine rimane con una sola Bandiera Blu (-1). Le località lacustri sono presenti con 2 bandiere blu.

IL MARE - «È con soddisfazione che con la campagna 2009 annunciamo un incremento di Bandiere Blu, ben 113, 9 in più della passata edizione, dimostrando così un impegno costante delle località rivierasche - ha detto Claudio Mazza, segretario Generale della Fee Italia - «siamo certi che investire sulla qualità ambientale - prosegue Mazza - sia il modo migliore per sviluppare un'economia locale sana e duratura incentrata sul turismo». «Il Cobat, sebbene oggi mutato nelle sue funzioni con l'entrata in vigore del D.lgs.188/08 sulla gestione dei rifiuti di pile ed accumulatori- ha detto Giancarlo Morandi Presidente del COBAT- continua a portare avanti il proprio ventennale impegno per la tutela dell'ambiente dai rischi derivanti dalla dispersione delle batterie al piombo esauste. Il mare, sotto questo aspetto, è senza dubbio l'ecosistema più fragile par la sua intrinseca facilità alla diffusione delle sostanze inquinanti, motivo per il quale, da sempre, il Cobat collabora e sostiene la Fee, affinchè insieme si possa fornire un reale contributo per la salvaguardia dei nostri mari». La Fee, organizzazione internazionale no profit con sede in Danimarca e presente in 59 paesi, sta portando avanti in collaborazione con la Direzione generale della Pesca del ministero delle politiche agricole il progetto «Bandiera Blu - Pesca Ambiente»« che punta a sensibilizzare il mondo della pesca alle tematiche ambientale e nel contempo a valorizzare le tradizioni locali ad esso legate, in tutte le località Bandiera Blu caratterizzate dalla presenza di una flotta peschereccia.

Fonte: Corriere della Sera

Commenti

Quest’anno sono state assegnate più bandiere blu all’Italia rispetto agli anni passati, ma è vero anche che le spiagge più vicine alle grandi città, solitamente dedicate ai vacanzieri della domenica sono in condizioni pessime. Segnalo questa iniziativa – Corona Save the Beach – volta a riqualificare le spiagge europee danneggiate dall’erosione delle coste o dall’incuria dell’uomo. Visto che gli enti preposti non provvedono mi sembra una buona idea quella di far intervenire i privati, tanto più che sarà il voto degli utenti a decidere quali spiagge salvare.

Scritto da: lucy | 18/05/2009

Ho visto il sito di Corona save the beach che è stato segnalato. nella gallery ho notato che le spiagge messe peggio sono quelle italiane! nel resto d'Europa non c'è questo schifo.
cmq spero che il progetto vada in porto (io ho votato questa)

Scritto da: elisa | 02/06/2009

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