22/05/2009

SAVE THE BEACH

sa.JPG Grazie al commento di Lucy segnaliamo un evento molto importante organizzato della casa produttrice della birra Corona.

Dal sito Corona Save the Beach:

"Corona Extra ha istituito una nuova iniziativa per proteggere le spiagge d’Europa.

Il 60 per cento della costa dell’Oceano Pacifico e il 35 per cento della costa dell’Oceano Atlantico si ritrae ogni anno di 1 metro.

Noi non vogliamo stare a guardare mentre le nostre spiagge peggiorano di giorno in giorno a causa di calamità naturali o irresponsabilità dell’uomo. Sappiamo che le nostre spiagge sono in pericolo e riteniamo che l'educazione ambientale sia fondamentale per cambiare lo stato delle cose.

Ecco perché stiamo facendo un primo passo con il progetto Corona Save the Beach.

La nostra mission:
Corona Save the Beach aiuta a preservare le spiagge d’Europa in pericolo. Corona recupererà una spiaggia europea ogni anno, scelta dagli utenti di questo sito web. Inoltre, Corona devolverà tutti i profitti ottenuti dalla vendita delle borse a edizione limitata di Custo Barcelona al progetto Save the Beach."

Il sito è molto bello, giovane, fresco e coinvolgente. Le sezioni sono numorose. Belli sono i consigli del mese per salvaguardare l'ambiente. Ognuno puà segnalare una spiaggia a rischio, mandando una foto e i dati della localizzazione di essa. C'è una galleria con tutte le foto delle spiagge a rischio. Fondamentali le 10 regole per aiutare a salvaguardare le spiagge.

Vi è una sezione dedicata alle Blue Flag, che  è un marchio di qualità internazionale che premia quelle spiagge che rispettano rigorosamente i requisiti inerenti la qualità delle acque, la gestione ambientale, l'istruzione e la sicurezza. Blue Flag monitora tutte le informazioni su più di 3300 spiagge in 37 paesi.

Si può aiutare il progetto acquistando i gadget, visitando il sito, diffondendo i consigli e il progetto, discutendo sul blog e coinvolgendo tutte le persone che si conoscono.

Proviamo tutti a prenderci cura delle spiagge!

06/05/2009

BANDIERE BLU

Il primato 2009 delle spiagge spetta alla Toscana, a pari merito con le Marche e la Liguria

«Bandiere Blu» a 227 spiagge. Dodici in più dell'anno scorso

Nel Mediterraneo l'Italia si colloca al quinto posto in graduatoria dopo Spagna, Grecia, Turchia e Francia

portocesareo.jpg ROMA - Sono 227 le spiagge che quest'anno hanno ricevuto le Bandiere Blu 2009, 12 in più rispetto allo scorso anno e il 10% delle spiagge premiate a livello internazionale. Bandiera blu anche a 60 approdi turistici (erano stati 56 lo scorso anno). Quindi mare più pulito e amministrazioni maggiormente impegnate a difesa dell'ambiente: è un risultato positivo quello della 23esima edizione della «Bandiere Blu» assegnate dalla Foundation for Environmetal Education (Fee) in collaborazione con il Cobat (Consorzio nazionale batterie esauste) ai comuni rivieraschi ed agli approdi turistici. Quest'anno vengono premiati 113 comuni, 9 in più della precedente edizione.

QUINTO POSTO - A livello del Bacino del Mediterraneo, l'Italia si colloca al quinto posto in graduatoria, dopo Spagna, Grecia, Turchia e Francia. I 113 Comuni italiani sono rappresentativi di 227 spiagge, che sono circa il 10% delle spiagge premiate a livello internazionale. Il primato 2009 delle spiagge spetta alla Toscana, a pari merito con le Marche e la Liguria con 16 bandiere; stabile l'Abruzzo con 13. Una in più per la Campania, dove quasi tutte le località candidate sono riuscite a raggiungere l'obiettivo, portando così questa Regione a quota 12. L'Emilia Romagna ne conferma 8, la Puglia arriva a 7 vessilli (+2), il Veneto sale a 6 (+1). Sicilia, Calabria e Lazio ne hanno acquistata una raggiungendo quota 4; il Friuli Venezia Giulia riconferma le 2 dell'anno scorso come la Sardegna. Il Molise infine rimane con una sola Bandiera Blu (-1). Le località lacustri sono presenti con 2 bandiere blu.

IL MARE - «È con soddisfazione che con la campagna 2009 annunciamo un incremento di Bandiere Blu, ben 113, 9 in più della passata edizione, dimostrando così un impegno costante delle località rivierasche - ha detto Claudio Mazza, segretario Generale della Fee Italia - «siamo certi che investire sulla qualità ambientale - prosegue Mazza - sia il modo migliore per sviluppare un'economia locale sana e duratura incentrata sul turismo». «Il Cobat, sebbene oggi mutato nelle sue funzioni con l'entrata in vigore del D.lgs.188/08 sulla gestione dei rifiuti di pile ed accumulatori- ha detto Giancarlo Morandi Presidente del COBAT- continua a portare avanti il proprio ventennale impegno per la tutela dell'ambiente dai rischi derivanti dalla dispersione delle batterie al piombo esauste. Il mare, sotto questo aspetto, è senza dubbio l'ecosistema più fragile par la sua intrinseca facilità alla diffusione delle sostanze inquinanti, motivo per il quale, da sempre, il Cobat collabora e sostiene la Fee, affinchè insieme si possa fornire un reale contributo per la salvaguardia dei nostri mari». La Fee, organizzazione internazionale no profit con sede in Danimarca e presente in 59 paesi, sta portando avanti in collaborazione con la Direzione generale della Pesca del ministero delle politiche agricole il progetto «Bandiera Blu - Pesca Ambiente»« che punta a sensibilizzare il mondo della pesca alle tematiche ambientale e nel contempo a valorizzare le tradizioni locali ad esso legate, in tutte le località Bandiera Blu caratterizzate dalla presenza di una flotta peschereccia.

Fonte: Corriere della Sera

20/04/2009

SESSO IN ACQUA


Stimola le emozioni più profonde, accende l’erotismo

SESSO IN ACQUA

L’acqua ha un forte potere regressivo, aiuta la comprensione di sé e dell’altro

di Fabio Di Benedetto

Molte coppie assecondano il desiderio di fare l’amore in acqua, ritenendo tale atto molto piacevole e originale. Vi sono incontri amorosi dunque in mare, in piscina ma anche in vasca da bagno: il fatto è che il solo contatto con l’acqua, indipendentemente dall’ambiente, rende la situazione profondamente coinvolgente.

Bourguerau - L'Onda (1896)

Il particolare turbamento potrebbe essere ricondotto all’estatico piacere dato dalla purificazione profonda del nostro animo. Infatti secondo un’interpretazione psicologica freudiana, la completa rielaborazione dei nostri traumi può essere ottenuta anche attraverso l’archetipo dell’acqua. Tale simbolo induce una regressione sino al periodo della nostra gestazione, riportando il pensiero al nostro corpo immerso nel liquido amniotico. L’acqua infatti contiene degli elementi curativi non solo fisicamente, ma anche psicologicamente. Il condurre l’amore in un gesto umido fa riportare la mente alla nascita di Afrodite, generata dallo sperma di Urano e dalla schiuma marina, e produce in definitiva un senso di rinascita.

In virtù delle proprietà rigenerative dell’acqua fra i perplessi del sesso in acqua è infatti diffuso il dubbio se sia questo un luogo poco indicato per la contraccezione, infatti sfavorirebbe a loro parere sia l’uso di preservativi sia un’adeguata reazione in caso si raggiungesse l’eiaculazione senza alcuna protezione. Walter Briss - Les nus (1)Certo è però che il contatto con l’acqua assume un forte stimolo erotico. Se consideriamo inoltre la funzione di simbolo di comunicazione che l’acqua ha sempre svolto nella cultura comune, scambiarsi effusioni in acqua significa aver trovato un canale efficace per condividere sensazioni ed emozioni. Il contesto ambientale poi può essere del tutto occasionale. In caso di acqua alta è per esempio possibile sfidare le leggi di gravità, anche se eventuali porno posizioni divistiche potrebbero ostacolare la continuità del rendez-vous subacqueo. In alternativa, all’interno del bagno privato, l’elevata qualità acustica data dalla conformazione idraulica della stanza sarebbe in grado di dare esperienze inaudite!

Accade pure che non ci sia alcun sesso senza la presenza dell’acqua: lo scorso Settembre le donne della cittadina di Kirka (Turchia), hanno scelto di non concedersi ai loro mariti finchè essi non avessero risolto il problema d’insufficienza d’acqua nei pozzi vicini al villaggio.

Consideriamo l’acqua un nostro elemento fondamentale. Conoscere l’acqua e averne esperienza porta alla comprensione di sé e della comunicazione con l’altro.

18/04/2009

LA TAV CHE BEVE L'ACQUA

I seguenti dieci righi sono presi da un articolo del marzo 2009 di Repubblica sui danni provocati dalla TAV, i treni al alta velocità, che sulla tratta Bologna-Firenze fanno risparmiare ai viaggiatori solo 22 minuti di viaggio. In compenso però gli ingegneri hanno completamente distrutto il sistema idrico sui territori dove passa la linea ferroviaria, e per ripagarlo non sarebbero sufficienti nemmeno alcuni milioni di euro. Era davvero necessario distruggere l'ambiente e l'ecosistema per guadagnare solo 22 minuti del nostro tempo?

SAN PIERO A SIEVE- NON servono sismografi per capire dove passa il tunnel dalla Tav tra Bologna e Firenze. Basta seguire una traccia di foreste rinsecchite, alvei vuoti, macerie. Persino i cinghiali rifiutano di vivere lassù. Sopra la "grande opera" esiste una scia di "grandi disastri" che la segnala fedelmente. dal nostro inviato L' ABBIAMO percorsa, verso Nord, e per capire ci è bastata la parte toscana. Il Mugello, snodo cruciale dello scavalco appenninico. I danni li hanno appena quantificati i giudici: 150 milioni di euro solo per lo smaltimento abusivo dei terreni di scavo. Poi vengono i cantieri abbandonati, le cave e le frane. Il peggio è il sistema idrico distrutto: per ripagarlo non basterebbe una mezza finanziaria. Fra 750 milioni e un miliardo 200 milioni, per ventidue minuti di viaggio in meno. Spariti o quasi 81 torrenti, 37 sorgenti, 30 pozzi, 5 acquedotti: in tutto 100 chilometri di corsi d' acqua. Ma le cifre non sono niente. Per farsi un' idea bisogna sentire il tanfo polveroso della montagna morta. Rifare i sentieri della Linea Gotica, tra i rovi, come in guerra. Solo che stavolta i danni non li hanno fatti i generali ma gli ingegneri, che possono essere peggio. Le ferite delle bombe si rimarginano. Queste restano per sempre. Siete avvertiti: non siamo di fronte a un evento naturale, ma a qualcosa di biblico. Tace la valle del torrente Carzola. Niente più uccelli. La falda è precipitata di trecento metri e la montagna è sotto choc idrico. Ha piovuto tutto l' inverno, ma le conifere sono morte, le querce moribonde. C' erano salmoni, trote, gamberi: ora più nulla. [...]

Fonte: Repubblica.it


02/04/2009

SENTIRSI COME UN PESCE FUOR D'ACQUA

SENTIRSI COME UN PESCE FUOR D'ACQUA

Detto riferito a chi, trovandosi fuori del proprio ambiente consueto, non si sente a suo agio e prova una sgradevole sensazione d'imbarazzo e di goffaggine.

p.s.: è il motto di questo blog, un blog che è vertebra del più istituzionale wateronline.info, e che si sente un po' "fuor d'acqua" rispetto agli argomenti tradizionale e istituzionali affrontati nel portale.




30/03/2009

Mia Martini e Loredana Bertè

Loredana Bertè e Mia Martini - Acqua - 1985


podcast


Continuare a vivere così
ha l'aria di un naufragio:
s', questa vità m'ha fregato
mi ha insegnato ad aspettare, sognare
un mondo mai creato...
il mare è già qui
che trabocca
ed ora che son sola
l'acqua
mi tocca!
Acqua nascerà
acqua crescerà
acqua vieni giù dai monti
Acqua laverà
e disseterà
acqua cheta rompi i ponti
Acqua pioverà
acqua asciugherà
acqua bagna questa terra
acqua splenderà
limpida sarà
acqua porta via la guerrà
Acqua
Acqua forte
Acqua scura
Acqua che scenderà
non fa paura
Acqua trasparente
Acqua e niente
Acqua ritornerà
Acqua corrente

 

26/03/2009

SE PIOVE

Se piove per Sant'Anna, l'acqua diventa manna

Il 26 luglio ricorre la festa di S. Anna, madre della Madonna. In quel tempo fa molto caldo e la siccità del terreno nuoce ai raccolti in campagna. La pioggia che cade in quel periodo è perciò considerata una benedizione del Signore, come la manna biblica che salvò gli Ebrei dalla fame nel deserto d'Arabia durante il ritorno dall'Egitto.

Se piove per San Vito, il vino se ne è ito

E' un proverbio usato per evidenziare il pericolo di una scarsa raccolta di uva, e conseguentemente di vino, se cade abbonante pioggia il 15 di giugno, festa di S.Vito.


23/03/2009

ACQUA: IL COSTO DEL FALLIMENTO

Sono sorprendenti le dichiarazioni entusiastiche con cui gli organizzatori del quinto forum mondiale sull’acqua hanno commentate le conclusioni dell’incontro che si è tenuto a Istanbul. I dati di partenza sono agghiaccianti: otto milioni di morti l’anno per carenza di acqua e servizi igienico-sanitari, più di un miliardo di persone con limiti di accesso all’acqua potabile, 1,1 miliardi di persone senza accesso alle risorse idriche, 2,6 miliardi di persone con problemi igienico-sanitari, 3.900 bambini uccisi ogni giorno a causa della mancanza di acqua, e dall’inquinamento delle falde. Le prospettive sono ancora peggiori: secondo l’Onu al 2030 metà popolazione mondiale sarà assetata. L’accordo con i movimenti che chiedono il diritto all’acqua non c’è stato e si va verso una crescita preoccupante dei conflitti per il controllo di una risorsa ormai ufficialmente strategica. In queste condizioni qua e là ci saranno accordi commerciali che porteranno cash a qualche multinazionale del settore, ma in generale sembra proprio ci sia poco da stare allegri: il fallimento di un’intesa a Istanbul può portare a conseguenze molto preoccupanti.

 

fonte : http://cianciullo.blogautore.repubblica.it/

 

 

19/03/2009

SCOPRIRE L'ACQUA CALDA

SCOPRIRE L'ACQUA CALDA

Detto usato come sprezzante derisione verso chi si vanta di avere inventato per primo qualcosa importante che invece era già nota a tutti. Simile a questo è "sfondare una porta spalancata".


16/03/2009

SCUOLA DI POLIZIA SOTT'ACQUA

PHILIPPI_a.jpg

Scuola di polizia sott'acqua - Agenti filippini partecipano al corso di polizia subacquea sulla barriera corallina di Batangas, a sud di Manila. Fanno parte di una squadra per la protezione dell'ambiente (Epa/Sabangan)


12/03/2009

AVERE L'ACQUOLINA IN BOCCA

AVERE L'ACQUOLINA IN BOCCA

Frase riferita alla sensazione che si prova quando l'odorato e la vista stuzzicano l'appetito o la voglia di gustare qualcosa di particolare.


09/03/2009

IL MUSEO FA ACQUA

Toronto

Crepe nei muri: fa acqua il museo di Frank O. Gehry

 

Un telo di plastica sopra un' installazione di Giuseppe Penone e secchi per raccogliere l' acqua: si presenta così la «Galleria Italia» della nuova Art Gallery dell' Ontario (Ago) di Toronto progettata da Frank O. Gehry. Tutta colpa del «terribile inverno canadese» che avrebbe provocato un gran numero di crepe nell' armatura in cemento dell' Ago. «Niente di sorpendente - ha dichiarato la direzione dell' Ago - solo un piccolo incidente che risolveremo presto». Non è però la prima volta che Gehry si deve confrontare con edifici che «fanno acqua»: nel 2007 il Mit di Boston gli aveva fatto addirittura causa «per aver scelto materiali poco adatti» al suo nuovo edificio.

Corriere.it

05/03/2009

ESSERE ALL'ACQUA DI ROSE

ESSERE ALL'ACQUA DI ROSE

E' un detto per indicare qualcosa la cui efficacia si è rivelata poco credibile e perciò incapace di risolvere, se non provvisoriamente, qualche difficoltà. L'acqua di rose infatti non è un medicamento ma solo un semplice e blando rimedio per rinfrescare la pelle.


02/03/2009

GIOCHI D'ACQUA

Giochi d'acqua. Quando le fontane danno spettacolo

C ON il rumore che c' è a Milano si riescono ad ascoltare gli zampilli di una fontana?

Eppure, sommati, creerebbero un potente scroscio perché la nostra città ha una vocazione al rapporto con l' acqua che, interrati i Navigli, si sublima in un florilegio di fontane di ogni tipo. Ne sa qualcosa il fotografo Giancarlo Cavallari che ha svolto una capillare ricerca estesa anche alla provincia e ora sfociata nel bel volume Milano.

Come nel tempo l' acqua ha trovato casa edito da Lida (il Laboratorio internazionale dell' acqua nato per Expo 2015) e Amiacque (la società pubblica che gestisce l' erogazione del servizio idrico integrato nelle provincie di Milano, Lodi e Pavia). Si scopre così che la fontana più grande - quella "delle quattro stagioni" - si trova in piazza Giulio Cesare di fronte a uno degli ingressi della vecchia Fiera, mentre quella pubblica più antica, progettata dal Piermarini, sorge nella piazza che proprio per questo venne chiamata Fontana.

La più spettacolare, con tanto di giochi d' acqua, doveva sorgere in Largo Marinai d' Italia su progetto di Luigi Caccia Dominioni, dove c' è invece quella sormontata dal bel monumento di Francesco Somaini. A proposito di sculture, pregevoli quelle di Igor Mitorai (fontana del Centauro, piazza Enzo Paci alla Barona) e di Andrea Cascella (piazza Leonardo da Vinci, con una dedica "alla libertà, alla pace, al lavoro"). Talvoltai milanesi amano le loro fontane al punto di battezzarle con soprannomi ironici, come la "torta degli sposi" di piazza Castello che una leggenda metropolitana voleva trafugata ad Hammamet.

In altri casi le amano meno, come nel caso della ristrutturazione in chiave pop di piazza Cadorna o della fontana, poco visibile, sul retro del monumento a Pertini di via Croce Rossa. Ci sono fontane "fantasma" (solo nelle foto di Cavallari in corso Como le vasche hanno l' acqua) e altre per anni abbandonate all' incuria, come gli splendidi "Bagni misteriosi" di Giorgio De Chirico al Parco Sempione, alle spalle della Triennale, ora finalmente in restauro. Alcune sono in interni (nel chiostro delle Grazie, nel cortile della Casa della Fontana in viale Vittorio Veneto 24) altre adornano i parchi come la piscina "a corda molle" dei giardini della Guastalla. In una città che nel suo stemma ha un biscione non potevano mancare i richiami al bestiario: l' acqua esce da una testa di ippopotamo (Acquario civico di via Gadio), di leone (via San Barnaba), di sfinge (Stazione Centrale), scivola sulle sinuosità dei tritoni in via Andegari e zampilla dalle piccole fauci di drago nelle superstiti 400 fontanelle verdi che i milanesi chiamano "vedove" perché sembra che non smettano di piangere. Una selezione delle immagini di Cavallari è esposta a Palazzo Rocca Brivio Sforza a San Giuliano Milanese.

La mostra è anche l' occasione per visitare questo antico castello fatto costruire dal Ducato di Milano nel 1200 per difendersi dai Lodigiani e poi trasformato nel 1600 in villa padronale.

Roberto Mutti

27/02/2009

AFFOGARE IN UN BICCHIERE D'ACQUA

AFFOGARE IN UN BICCHIERE D'ACQUA

Detto riferito a chi si smarrisce facilmente nell'affrontare problemi di facile risoluzione.

AFFOGARE.JPG